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Alice Paltrinieri, 0;0

13.11.21 / 4.12.2021

0;0

Alice Paltrinieri

 

a cura di Davide Silvioli

 

Il progetto “0;0”, personale di Alice Paltrinieri, presenta un’operazione site-specific, in cui il legame con lo spazio – quello espositivo e non – è fondamentale. L’intervento dell’artista, basato sull’impiego di componenti tecniche organizzate in apparati articolati, si innerva nei caratteri dell’ambiente che lo ospita, divenendone sia esoscheletro materiale che protesi sensibile. L’installazione, così strutturata, si diluisce nelle connotazioni architettoniche dello spazio ospitante, ne pervade gli elementi e la fibra, fino a connetterlo immaterialmente – grazie a specifici dispositivi tecnologici – a luoghi ubicati altrove, come un sistema nervoso diffuso e condiviso.

L’opera, difatti, si aziona tramite la percezione di movimenti, dunque avvertendo anche quanto si verifica all’interno di Sottofondo. Sono le dinamiche che avvengono nell’ambiente espositivo e negli altri siti individuati dall’artista, captate attraverso sensori di presenza, a innescare il rumore delle apparecchiature e la fuoriuscita del fumo, permettendo la fruizione esaustiva del lavoro. L’installazione, così, campiona le traiettorie dell’esperienza, ne traccia le contingenze e le mutazioni, disciplinandole in un sistema in cui anche l’utente riveste un ruolo attivo nella definizione dell’opera.

Secondo tali premesse, la titolazione della mostra rinvia alle coordinate di spazio e tempo dei sensori nel loro stato iniziale, poiché in questa fase, senza nulla di registrato, equivalgono a 0 e 0. Queste, durante l’evento, si incrementeranno parallelamente al progredire dell’attività di monitoraggio dei rilevatori e, in esposizione, sono visibili come sequenza di informazioni riportate in tempo reale su supporto video. Al termine del 4 dicembre, l’insieme di questi paramatri numerici, tradotti in interazioni, formerà una memoria di dati che corrisponderà alla conclusione dell’intero progetto. In assenza di queste reciprocità l’opera non sussisterebbe e, priva di variazioni da rilevare, stazionerebbe, senza manifestarsi. Lo spazio di mostra, pertanto, vede moltiplicate vettorialmente le proprie possibilità di lettura, sia in termini reali che virtuali. Esso si configura al pari di un luogo di condizionamento periferico, fondato sulla creazione di nessi fra contesti differiti, al punto di riformularne il dominio d’influenza.

Sempre circa il dialogo con il circostante, il confronto con l’installazione, impostata come su un’ascissa e un’ordinata, si compie assecondando ora la direttrice architettonica orizzontale, relativamente alla disposizione degli apparati tecnici sul soffitto, e ora quella verticale, in merito al fatto che la visione del lavoro impone allo sguardo una postura ascensionale. Inoltre, la sua restituzione cambia sensorialmente in base all’intensità della luce ambientale esterna, poiché durante le ore diurne a prevalere è la percezione del visibile, differentemente da quelle notturne in cui vi è il predominio del sonoro, trasformando l’atmosfera della mostra. Il progetto, così, delinea una permeabilità tra l’immaterialità del fumo e del suono, quale sintesi impalpabile dei diversi movimenti, e le componenti tecnologiche che abitano Sottofondo e gli altri luoghi in cui sono installate.

La scelta di lavorare con il fumo e il suono è sorretta dall’intenzione di restituire il senso d’impermanenza tipico di qualunque movimento, mediante sostanze e stimoli dalla qualità effimera, perciò adeguati a restituire lo status di transitività distintivo dell’intera operazione. Si tratta, complessivamente, di un intervento unico e dislocato al contempo, fondato sullo sfruttamento di automatismi tecno-scientifici per configurare una ricerca interdisciplinare, interdetta fra analisi oggettiva e sperimentazione artistica.

Infine, vista in controluce, la mostra, concettualmente, tematizza questioni riconducibili tanto alla scienza quanto alla filosofia, come la teoria della complessità e il contingentismo. “0;0” è equivalente estetico di una condizione complessa, plurale e impermanente.